Quella di domenica pomeriggio (ore 18, palasport di via Martiri d’Ungheria) contro la Quarta Caffè-Md Discount Monteroni sarà la prima uscita sul parquet di Montegranaro per il nuovo arrivato Manuel Diomede. Il play-guardia giunto la scorsa settimana dalla We’re Basket Ortona ha esordito domenica scorsa nel match di Vasto con 4 punti in 23’ sul parquet.

Manuel, com’è andata la prima in maglia Dino Bigioni Shoes?

Non è stata una partita semplice, ma l’importante è che alla fine l’abbiamo portata a casa. Come normale che fosse, io ero un po’ emozionato. Sto cercando di entrare il più velocemente possibile nei giochi della squadra e di capire come giocano i miei compagni. In ogni caso, direi buona la prima!

Ti abbiamo visto ondeggiare tra i ruoli di playmaker e guardia. Dove ti trovi più a tuo agio?

Io nasco come playmaker e in quella posizione, con la palla in mano, riesco ad esprimere meglio il mio gioco e le mie qualità. Sono appena arrivato ma so che, pian piano, riuscirò a dare il mio contributo anche in posizione di guardia, non c’è assolutamente problema per quanto riguarda il ruolo in cui giocherò.

Il primo impatto con la società e la città, invece, com’è stato?

La società è senza dubbio una delle migliori del nostro campionato. Si lavora con grande professionalità e c’è un’organizzazione da serie A. Sarà anche che a Montegranaro c’è una grande tradizione di basket. Per quanto riguarda la città, sto imparando piano piano a conoscerla. È un paese piccolo ma c’è tutto, si sta bene.

Della partita contro Monteroni cosa può dire?

Li ho incontrati un paio di settimane fa con la maglia di Ortona quindi me li ricordo bene. Giocano molto sul contropiede, con un giocatore come Rodriguez cui piace spingerlo molto. In alternativa hanno un bel lungo come Mocavero che cercano spesso per il gioco interno. Sono una squadra ben organizzata insomma, ma se riusciamo a giocare come sappiamo questo non sarà un ostacolo insormontabile.

Una curiosità: tutti ti chiamano Scatozzi. Da dove viene questo soprannome?

È un nomignolo che mi ha dato mio padre quando ero piccolo ed è rimasto così. Non ha un significato preciso, somiglia un po’ a Fantozzi! Crescendo, anche nel mondo del basket hanno preso a conoscermi così.