È ripresa ieri la preparazione della XL EXTRALIGHT® dopo il fondamentale successo di domenica a San Severo. Squadra a ranghi compatti, con tutti gli atleti a disposizione di coach Ceccarelli e quindi condizioni ottimali per avvicinarsi al meglio alla sfida di domenica pomeriggio (ore 18, palasport via Martiri d’Ungheria) contro la Etomilu Giulianova.

A fare il punto in casa Poderosa è questa settimana il pivot argentino Marcelo Dip.

Marcelo, a San Severo una vittoria dura ma fondamentale per il cammino della XL EXTRALIGHT®.

Sì, soffertissima fino alla fine. San Severo è una buonissima squadra, ma noi volevamo dimostrare di essere pronti a vincere anche su campi difficili come questo. Siamo scesi in campo con faccia tosta e l’abbiamo portata a casa, anche meritando secondo me, perché sul loro campo stare avanti per quasi tutta la partita non è facile. Ognuno ha dato il suo, l’avevamo preparata bene in settimana e la conseguenza sono i due punti. Non ci fermiamo però: vogliamo continuare a lavorare per migliorare ancora.

Sei partite alla fine della stagione, 6 punti di vantaggio sulla seconda piazza. È chiuso il discorso per il primo posto, secondo te?

Ti dirò di no fino all’ultima partita. Manca ancora tanto e ci sono ancora tante partite difficili. Dovremo rispettare tutte le squadre che incontreremo sia in casa che fuori. Tutte daranno battaglia contro di noi, ci scontreremo con squadre in cerca di punti per la salvezza, altre per i playoff. Quindi testa bassa e al lavoro con umiltà fin quando la matematica non ci darà rassicurazioni.

Sei miglior realizzatore e rimbalzista della squadra. Te lo aspettavi a inizio stagione?

Passata la ventina d’anni non ho più guardato troppo alle statistiche personali. Quando sei più giovane ci pensi a queste cose, ma ora penso primariamente alle vittorie. Ovviamente a inizio stagione sapevo di poter dare un contributo importante alla squadra ma non sono fondamentali le cifre. So qual è il mio ruolo all’interno della squadra, sono il pivot titolare e so che se faccio bene io abbiamo qualcosa in più come team. Finora tutti stanno portando il loro mattoncino, giovani compresi, è questo quello che conta.

Domenica si torna alla Bombonera per il match contro Giulianova. Che partita sarà?

Innanzitutto spero che il pubblico ci accompagni, che è la cosa più importante in questo momento della stagione. Stiamo facendo molto bene, speriamo che i tifosi ci sostengano. Non ci sono partite facili, Giulianova è una squadra tosta che sta lottando nei bassifondi ma che all’andato ci aveva messo in difficoltà per tre quarti. Dovremo tenere alta l’intensità e stare concentrati.

Hai 33 anni, una decina dei quali trascorsi in Italia. Inizi a pensare al futuro dopo la carriera da cestista?

Beh ovviamente sì, ma la vivo con tranquillità. Sto bene fisicamente e mi sento giovane per cui credo di poter dare e ricevere ancora tanto su un campo di basket. Certo, il sogno di tornare in Argentina un giorno c’è, anche se sono 13 anni che sono in Italia e questa per me è una seconda casa. Ho una fidanzata, sto per diventare papà, qui è come stare in Argentina per me. Per ora ho ancora il 110% della testa sulla pallacanestro e spero che sia così ancora per qualche anno.