Non solo prima squadra, la Poderosa si mostra una volta di più attenta ai giovani e al territorio. Questa mattina presso lo chalet Cobà di Porto San Giorgio si è alzato il sipario sul nuovo corso della Scuola Basket Montegranaro, che avrà due significative novità già a partire dai suoi vertici: Andrea Zanchi sarà il responsabile tecnico di tutto il settore giovanile gialloblu, Andrea Santori invece, oltre che main sponsor con la sua azienda Santori Pellami, ricoprirà il ruolo di dirigente responsabile.

Un segnale forte quello che lancia la società: i giovani erano, sono e resteranno una priorità, come ha ribadito il vicepresidente della Poderosa Riccardo Bigioni. «La nostra esperienza è recente, iniziata appena sei anni fa quando rilevammo il settore giovanile della Sutor – ha ricordato Bigioni – da allora il nostro progetto ha numeri in costante crescita. Ma quello che ci spinge è una volontà di far crescere il movimento cestistico del nostro territorio a tutto tondo. Con Zanchi è bastato un incontro per capire che le idee che ci animano sono le stesse. Ha un curriculum che non serve presentare, ma quello che ci piace di lui è che gli piace essere insegnante, di basket e non solo. Con Santori il percorso è iniziato negli anni passati, siamo felici il rapporto prosegua in maniera ancora più convinta».

Una rete che avvolge tutto il Fermano ed oltre quella del nuovo settore giovanile gialloblu, a partire dal minibasket, che vede tre centri gestiti direttamente dalla Poderosa (Montegranaro, Sant’Elpidio a Mare e Morrovalle) per circa 400 bambini coinvolti, ai quali vanno aggiunti i partner Monte Urano, Montegiorgio, Petritoli, Amandola, Virtus Civitanova e la new entry Arcobaleno Porto San Giorgio. Salendo di età, la Poderosa avrà due o forse anche tre squadre Under 13 ed una Under 20 regionale (l’Under 20 Eccellenza è stata cancellata a livello nazionale), quindi le punte di diamante, ossia le quattro formazioni Eccellenza: Under 14 ed Under 15 in collaborazione con Monte Urano, Under 16 e Under 18 in collaborazione con Monte Urano e Civitanova Marche. «Noi imprenditori siamo abituati ad investire in periodi di crisi come questo, non ci spaventa – ha sottolineato Santori – per questo resto come main sponsor come lo scorso anno con il marchio Naturella. Grazie anche al grande lavoro di Simone Del Prete, abbiamo già coinvolto tante realtà ma siamo aperti a tutti coloro che vogliano condividere un percorso insieme. Quando si parla di creare un movimento si parla di creare non solo giocatori, ma anche arbitri, allenatori, ufficiali di campo ed altro. Ma tutto parte da un lavoro di coinvolgimento che parte dalla base».

E allora chi meglio di un allenatore con tanta esperienza alle spalle sia a livello senior che giovanile come Andrea Zanchi per coordinare il tutto? «Molti mi chiedono cosa mi abbia spinto dopo tanti anni tra i senior a tornare ai giovani – ha ricordato Zanchi – la risposta è che mi piace insegnare il basket e farlo in una squadra senior, di questi tempi, non è più possibile. Allenare oggi è diventato più gestire un gruppo di persone non omogeneo e che non ha tempo di crescere negli anni. Questa è una cosa molto lontana dal mio modo di fare, per cui ho sentito la necessità di fare qualcosa per cambiare direzione. Oggi vedo nei giovani una preparazione carente e delle aspettative spesso eccessive e su questo ci siamo ritrovati. Con Riccardo e Andrea è nata subito un’intesa ma non tanto sulle idee quanto sui concetti. È ora di smetterla di pensare al lavoro giovanile con l’obiettivo di vincere i campionati e basta. Non serve a nulla e stiamo vedendo dove sta portando questa mentalità in Italia. Noi prima di tutto dobbiamo creare un movimento di appassionati. Poi se dovessimo tirare fuori un giocatore da Serie A ci butteremmo dal balcone per la gioia. L’idea è che alla fine di un percorso nelle nostre giovanili tanti continuino a giocare a prescindere dal livello o che magari inizino ad arbitrare o ad allenare. Ma prima di tutto dobbiamo creare degli uomini. È un percorso difficile e lungo e noi non siamo un oratorio, noi facciamo basket. Ma vogliamo farlo con determinati valori. Non otterremo risultati eclatanti, specie nei primi anni, ed è impensabile per una realtà come questa che ognuno faccia da sé. Partiamo dal formare una cultura, avendo come vetrina una prima squadra che fa la Serie A2».