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Vigilia di esordio, Rivali e Gueye: a Ferrara è tosta ma ci proveremo Stampa E-mail
Scritto da Marco Pagliariccio   

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Sesto ed ultimo appuntamento con il “Poderosa Caffè” quello di oggi pomeriggio all’Hotel Horizon di Montegranaro. Stavolta, alla vigilia della trasferta di domani (palla a due ore 20.30, Pala Hilton Pharma) a Ferrara per l’esordio in Serie A2 Old Wild West la scena è stata tutta per i due veterani di casa XL EXTRALIGHT®: Eugenio Rivali e Ousmane Gueye.

Sarà una partita tosta – ribadisce il playmaker gialloblu – hanno degli stranieri che conosco bene questo campionato e che quindi non avranno bisogno di ambientamento alla categoria, ma allo stesso tempo hanno un nucleo italiano con giocatori esperti e che hanno già dimostrato ampiamente di valere questo campionato. Ferrara è una città di basket, ha vissuto palcoscenici anche più importanti della A2, quindi ci sarà un pubblico caldo, non sarà facile per noi”.

Gueye, invece, ha parlato della preseason gialloblu e del suo ruolo all’interno della squadra. “Veniamo da un mese e mezzo di preparazione sicuramente positivo – fa eco la guardia della Poderosa – abbiamo fatto anche dei buoni risultati, per cui bene così. Personalmente, sto recuperando a rilento dall’infortunio al piede, ma siamo una squadra ostica da affrontare, sono molto fiducioso. È cambiato il mio ruolo dall’anno scorso a quest’anno all’interno della squadra, ma non ci faccio molto caso alla mia età, non mi interessa molto giocare titolare o come riserva. Coach Ceccarelli vuole dei giocatori che uscendo dalla panchina siano di rottura, che sappiano dare una scossa. Io lo vedo come un ruolo ancor più di responsabilità, perché chi viene dalla panchina non può sbagliare e deve subito essere sul pezzo. Mi sento pronto a ricoprire questo ruolo, anche perché se gli altri giocano bene sono ben felice di stare seduto a guardare”.

Rivali ha parlato della chimica di squadra ancora da raggiungere e delle impressioni sul suo alter-ego di quest’anno, Lorenzo Maspero. “Siamo un po’ indietro a livello di amalgama a causa dei tanti infortuni – sottolinea il regista da Pesaro – ma abbiamo fatto vedere degli sprazzi molto interessanti. Per una squadra nuova è fondamentale giocare tanto insieme prima di trovare i giusti equilibri, ma qui ci sono tanti giocatori intelligenti, che conoscono il gioco. Credo siamo una squadra piacevole da vedere in campo. Maspero l’ho visto molto bene, non lo conoscevo granché, ma si è dimostrato subito molto brillante. Sta dimostrando di non soffrire il salto di categoria”.

Domanda classica al Poderosa Caffè quella sulle motivazioni per la scelta dei rispettivi numeri di maglia: la 10 per Rivali, la 44 per Gueye. Tra l’altro le nuove canotte da gioco sono state presentate proprio davanti a telecamere e smartphone dei giornalisti presenti. “Per me un motivo preciso non c’è, l’ho sempre avuto sin da piccolo il numero 10 a parte nella stagione di Trento – racconta Rivali – forse perché ho associato sempre il numero 10 a quello del fantasista nel calcio. E siccome credo il playmaker sia la mente pensante della squadra in campo, ho fatto questa associazione”. “Il mio 44 è nato per caso nell’anno di Recanati – ricorda Gueye – io ho sempre avuto l’8, mi piaceva e poi era il numero di Kobe Bryant, uno dei giocatori che ho ammirato di più. A Recanati però trovai il numero occupato e allora decisi di “dividerlo” a metà, optando per il 4+4. Da lì, poi, visto che portò bene dato che facemmo i playoff per la Serie A, non ho più cambiato”.

 
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